Piastrelle e concentrazione di cloro in piscina
La resistenza delle piastrelle in granulato di gomma legato con PU al cloro presente nell'acqua della piscina dipende dalla struttura, dal tipo di gomma, dal contenuto di cloro e dalla durata dell'esposizione. Le piastrelle realizzate esclusivamente con granulato di gomma EPDM sono resistenti al cloro nel tempo e possono essere impiegate anche in piscine pubbliche, coperte o scoperte, molto frequentate. Nelle piastrelle con strato superficiale in EPDM e uno strato inferiore in granulato di gomma da pneumatici fuori uso (PFU, ELT), occorre invece valutare l'intera struttura.
Per queste piastrelle, lo strato superficiale in EPDM tollera il contatto breve con acqua a bassa concentrazione di cloro, come avviene nella zona degli schizzi. L'impiego in piscine pubbliche o molto frequentate dipende comunque dalla concentrazione di cloro e dalla durata dell'esposizione. Le piastrelle in ELT con rivestimento colorato non vanno posate a diretto contatto con il bordo della vasca: l'irraggiamento solare intenso e l'acqua clorata possono modificarne la tonalità.
Il granulato di gomma EPDM presenta una catena principale in larga parte satura, con pochi punti di attacco per i composti ossidanti del cloro. Le gomme contenute nel granulato di gomma da pneumatici fuori uso (PFU, ELT), invece, hanno doppi legami nella catena principale e reagiscono quindi con maggiore sensibilità. In caso di esposizione prolungata, la superficie dei granuli ELT può indurirsi, sviluppare sottili fessurazioni o cambiare tonalità. Per la pulizia di tutti i prodotti sono adatti detergenti domestici contenenti cloro, purché siano seguiti da un risciacquo con acqua pulita, così da evitare che residui rimangano nei pori.